Gemellaggio con il Liceo di Weimar

Il 30 ottobre presso l’Auditorium Pedrotti del Conservatorio Rossini di Pesaro, gremito di pubblico, il Coro del Liceo Musicale Marconi di Pesaro e l’Orchestra del Musikgymnasium Schloss Belvedere di Weimar hanno offerto un bellissimo ed entusiasmante concerto.

L’evento è stato organizzato dal Liceo Musicale Marconi di Pesaro nell’ambito del programma europeo Erasmus+, in collaborazione con il Conservatorio Rossini che ha raccolto con entusiasmo la richiesta di ospitare e promuovere l’evento. Il concerto è stato inserito all’interno della vasta programmazione musicale per le celebrazioni del 150º anniversario rossiniano. Le Musiche di W. A. Mozart, G. Rossini e F. Schubert sono state magistralmente dirette dai maestri Joan Pagès Valls per l’orchestra, ed Eleonora Faraoni per il coro.

Per l’occasione erano presenti il Vicesindaco Vimini, la Dirigente dell’ Ufficio Scolastico di Pesaro Dott.ssa Tinazzi, il Dirigente del Liceo Scientifico e Musicale prof. Rossini, il Direttore del Conservatorio M° Bramanti, il Presidente del Conservatorio Girelli, ed alcuni rappresentanti dell’Istituto Treccani, gradito sponsor del concerto.

E’ stata una splendida esperienza che l’alunna Anita Gardi di 5M ha voluto raccontare con queste bellissime riflessioni

UNA GRANDE PROMESSA

Mi è stato chiesto di parlare di questa splendida esperienza e, non nascondo che mi senta un po’ spaventata e in difficoltà al tempo stesso. Per me questo è il quinto anno al Liceo Musicale Marconi e, il fatto che il concerto del 30 Ottobre sia stato uno dei miei ultimi in questa scuola, credo mi abbia permesso di viverlo insieme ai miei compagni di classe, con una serietà e leggerezza magnifica, e una tristezza che non è stata davvero triste mai. Vorrei potervi raccontare di quanta bellezza ci abbia accompagnati, nonostante a volte, ci siano cose difficili da spiegare. D’altra parte però come rimanere in silenzio? In certi casi è un lusso che non ci si può davvero permettere. Così alla fine, iniziando a scrivere, mi sono accorta di quanto spesso, parlare delle cose che conosciamo e amiamo di più, risulti tremendamente facile. Ora, di cose che amo immensamente, senza smettere, ne ho due o tre. Una, è la musica. In questi ultimi giorni, abbiamo lavorato e provato tanto assieme alle nostre professoresse per cercare di essere il più preparati possibile, e, per poter accogliere nel modo migliore i ragazzi del Liceo di Weimar che, con la loro splendida orchestra, ci hanno dato la possibilità di assistere e essere con loro protagonisti di una bellissima serata. Nonostante la differenza linguistica e le inevitabili difficoltà che si incontrano nel dover costruire uno spettacolo insieme in pochi giorni, eravamo uniti da un solo obiettivo: la musica. Unica chiave necessaria, spesso, per capirsi. Ciascuno, ha avuto su di sé una grande responsabilità e l’emozione, era palpabile: se ne poteva respirare il profumo ogni volta che si entrava in una stanza. Ad ognuno di noi, in questi giorni, specialmente la sera del concerto, è stato chiesto di affidarsi ai propri compagni e insegnanti, imparando non a guidare ma a lasciarsi guidare, per poter creare insieme qualcosa di grande. Dando fiducia, abbiamo capito quanto ognuno di noi sia immensamente importante e a dir poco essenziale; ed è proprio da questa consapevolezza che a volte, nascono le cose migliori da ricordare. Quelle che valgono, e che, saranno importanti, sempre. Una di queste, che ha riempito tutti noi di orgoglio e gioia, e che, probabilmente non dimenticherò mai, è avvenuta grazie al mio compagno di classe Elia, che, grazie alle sue straordinarie capacità, è stato in grado di intonare perfettamente il Mib, essenziale per poter proseguire il concerto. È stato un momento speciale: abbiamo sentito la sua voce e, tutti insieme, ci siamo affidati completamente a lui. Ora, penso a noi, lì, in piedi sul palco, vestiti di nero, pronti a cominciare, sento la sua voce dietro di me sovrastare tutti gli applausi e ci sento sussurrare, come una cosa sola quel famigerato accordo di Mib. E, devo dire, che l’unica cosa che mi viene da pensare è che ciascuno di noi in quel momento avesse una specie di promessa, di luce immensa dentro il cuore, e che debba essere stato qualcosa in grado di metterci una grande allegria e speranza addosso. Dovremmo riuscire a creare quel tipo di promessa, di bellezza più spesso. È la cosa che mi piacerebbe più di tutte. È stata una bellissima esperienza e non ringrazierò mai abbastanza tutti coloro che mi hanno permesso , specie durante il mio ultimo anno di scuola, di parteciparvi. Forse, alla fine di questo anno scolastico, ripensando a questi giorni completamente immersi nella musica, mi commuoverò. Ricorderò le risate, le lunghe attese prima di entrare in scena, quando per l’emozione, a volte, è stato difficile rimanere in silenzio, il corso accelerato, forse un po’ disastroso, di pronuncia tedesca, la bellezza di essere sul palco e di ricevere un sorriso di incoraggiamento, la soddisfazione di parlarne il giorno dopo a scuola e di ricevere i complimenti del pubblico. Ricorderò la bellissima sensazione di pienezza e la voglia reciproca di fare bene, di renderci orgogliosi, le prove e le lunghe spiegazioni delle professoresse per far sì che i brani riuscissero nel miglior modo possibile. Di queste giornate, di questo concerto e di tutti gli altri, fatti e che verranno, porterò sempre con me la sensazione che, nonostante le differenze di lingua, cultura, con la musica, ciascuno di noi stia sempre andando a casa.

Anita Gardi